Il fondo esterno delle pentole tende a scurirsi con il tempo. Grasso, residui di cottura e calore possono creare una patina marrone o nera che il normale lavaggio non riesce più a eliminare. Prima di ricorrere a spugne molto abrasive, conviene ammorbidire lo sporco e scegliere il trattamento in base al materiale della pentola. Con bicarbonato, detergente neutro e un po’ di pazienza si possono ottenere buoni risultati, soprattutto sull’acciaio inox, senza rovinare inutilmente la superficie.
Bicarbonato e detergente per il fondo annerito in acciaio inox
Per una pentola in acciaio inox non rivestito, una pasta leggermente abrasiva di bicarbonato aiuta a staccare grasso cotto e residui carbonizzati. Non utilizzate automaticamente questo metodo su alluminio, rame, superfici verniciate, smaltate delicate o pentole con rivestimento antiaderente esterno.
Occorrente: 30 g di bicarbonato di sodio, 10 ml di detersivo per piatti neutro, circa 15 ml di acqua tiepida, una spugna morbida e un panno.
Lavate prima il fondo con acqua calda e detersivo per eliminare il grasso superficiale, quindi asciugatelo.
Mescolate 30 g di bicarbonato, 10 ml di detersivo e circa 15 ml di acqua fino a ottenere una pasta morbida.
Distribuitela esclusivamente sul fondo esterno annerito e lasciatela agire per 15 minuti.
Strofinate delicatamente con una spugna non abrasiva seguendo piccoli movimenti regolari per 2-3 minuti.
Risciacquate abbondantemente e asciugate.
Il trattamento ha funzionato quando la patina diventa più chiara e parte dei residui si trasferisce sulla spugna. Le incrostazioni molto vecchie possono richiedere una seconda applicazione.
Ammorbidire prima il grasso con acqua calda e detergente
Quando il fondo è ricoperto soprattutto da una pellicola marrone e untuosa, iniziare direttamente con un abrasivo richiede più fatica. È meglio ammorbidire prima il grasso.
Versate in una bacinella 2 litri di acqua calda, ma non bollente, e 20 ml di detersivo per piatti neutro. Immergete soltanto la parte esterna interessata della pentola, se il materiale e la struttura lo consentono, e lasciatela a contatto per 15-20 minuti. Passate quindi una spugna morbida, risciacquate e asciugate.
I tensioattivi del detergente aiutano a separare i residui grassi dalla superficie. Questo metodo è adatto a molti utensili lavabili, ma bisogna seguire le istruzioni del produttore per pentole con parti in legno, componenti elettrici, rivestimenti particolari o materiali che non devono essere lasciati in ammollo.
Una pasta più concentrata per piccoli punti carbonizzati
Se dopo il primo trattamento rimangono soltanto alcune macchie scure su un fondo in acciaio inox, non è necessario ricoprire nuovamente tutta la pentola. Preparate 20 g di bicarbonato con circa 10 ml di acqua, aggiungendo l’acqua poco alla volta fino a formare una pasta.
Applicatene uno strato sottile esclusivamente sui punti anneriti. Lasciate agire 10 minuti, poi lavorate ogni zona per circa 30 secondi con una spugna morbida inumidita. Risciacquate completamente e controllate il risultato dopo l’asciugatura.
Il bicarbonato esercita una moderata azione abrasiva che può facilitare la rimozione dei residui aderenti. Proprio per questo non è adatto indiscriminatamente a superfici lucide, decorate, antiaderenti, in rame o alluminio: effettuate sempre una prova in un punto poco visibile.
Quando usare l’aceto e quando è meglio evitarlo
Se sul fondo in acciaio inox sono presenti anche depositi minerali biancastri, l’aceto può essere utile, ma non è il prodotto principale per eliminare residui carbonizzati. Mescolate 50 ml di aceto bianco con 50 ml di acqua, inumidite un panno e passatelo sulle zone con calcare. Lasciate agire 3-5 minuti, quindi risciacquate abbondantemente e asciugate.
L’acidità aiuta a sciogliere i depositi minerali, non sostituisce però il trattamento sgrassante contro il fondo bruciato.
Non applicate questa soluzione senza verifiche su alluminio, rame, pietra o rivestimenti sensibili agli acidi. Non mescolate aceto e bicarbonato aspettandovi una maggiore efficacia: la reazione neutralizza progressivamente entrambi. Soprattutto, non mescolate mai aceto o altri acidi con candeggina, perché possono svilupparsi vapori tossici.
Errori da evitare
Usare pagliette metalliche senza controllare il materiale. Possono lasciare graffi profondi, soprattutto sulle superfici lucide o rivestite.
Trattare tutte le pentole allo stesso modo. Acciaio, alluminio, rame, ghisa, smalto e rivestimenti antiaderenti richiedono cure differenti.
Strofinare per mezz’ora senza ammorbidire lo sporco. Un ammollo preliminare di 15-20 minuti può ridurre notevolmente lo sforzo necessario.
Usare detergenti aggressivi su una superficie calda. Lasciate raffreddare completamente la pentola prima della pulizia.
Mescolare diversi prodotti domestici. Utilizzate un trattamento alla volta, risciacquando bene tra un prodotto e l’altro.
Per andare più lontano
Pulite le gocce di grasso dal fondo esterno dopo ogni utilizzo: una volta sottoposte ripetutamente al calore diventano molto più difficili da rimuovere.
Controllate anche i bruciatori del fornello. Una combustione anomala può contribuire alla formazione di fuliggine; una fiamma persistentemente gialla o irregolare merita un controllo dell’apparecchio.
Per pentole costose o con finiture particolari, seguite sempre le istruzioni di manutenzione del produttore.
Domande frequenti
Il bicarbonato può graffiare una pentola?
Può esercitare un’azione abrasiva. È generalmente più adatto all’acciaio inox resistente, ma va evitato o prima testato sulle finiture delicate e sui rivestimenti.
Quanto deve agire la pasta di bicarbonato?
In genere 10-15 minuti sono sufficienti. Successivamente strofinate delicatamente e risciacquate.
Posso usare questo metodo sulle pentole antiaderenti?
Non sul rivestimento antiaderente. Anche se la macchia è all’esterno, controllate il materiale del fondo e le indicazioni del produttore prima di utilizzare sostanze abrasive.
Perché il nero non scompare completamente?
Le incrostazioni accumulate per anni possono richiedere più trattamenti. Inoltre alcune alterazioni provocate dal calore possono essere permanenti: in quel caso continuare a strofinare rischia di danneggiare la pentola senza migliorarne l’aspetto.