Gli schizzi di olio e i vapori di cottura possono formare sulle piastrelle una patina appiccicosa che, con il tempo, diventa dura e difficile da eliminare. Strofinare energicamente non è la soluzione migliore: si rischia di opacizzare le superfici o rovinare le fughe. Per sciogliere il grasso secco conviene invece ammorbidirlo con acqua calda e un detergente sgrassante delicato, lasciandogli il tempo di agire. Ecco come intervenire su ceramica e gres, adattando il trattamento alle superfici più delicate.
Acqua calda e detersivo per piatti: il metodo da provare per primo
Il normale detersivo per piatti contiene tensioattivi capaci di disperdere i residui grassi. Associato all’acqua calda, è sufficiente per buona parte dello sporco presente sul paraschizzi della cucina.
Occorrente: 1 litro di acqua calda, 10 ml di detersivo per piatti, 2 panni in microfibra, una spugna morbida e una bacinella.
Mescola 1 litro di acqua a circa 40-50 °C con 10 ml di detersivo.
Imbevi un panno, strizzalo moderatamente e passa abbondantemente la soluzione sulle piastrelle.
Lascia la superficie umida per 5-10 minuti, senza far asciugare il detergente.
Lavora le zone più unte con una spugna morbida, procedendo dall’alto verso il basso.
Risciacqua con un panno pulito e acqua, quindi asciuga con microfibra.
Il risultato è raggiunto quando passando un dito sulla piastrella asciutta non si avverte più la tipica sensazione appiccicosa. Il metodo è indicato soprattutto per ceramica e gres smaltato.
Sapone nero per una patina di grasso più resistente
Quando il semplice detersivo non basta, il sapone nero liquido può essere utile sulle superfici lavabili compatibili. La sua azione detergente facilita la rimozione della patina grassa senza richiedere una forte abrasione.
Diluisci 15 ml di sapone nero liquido in 1 litro di acqua calda. Applica la soluzione con una spugna morbida e lasciala agire per 5 minuti. Non aspettare che si asciughi. Ripassa quindi le zone annerite o appiccicose per circa 30-60 secondi, risciacqua due volte con un panno pulito e asciuga.
La soluzione è adatta a molte piastrelle in ceramica e gres, ma occorre maggiore cautela con pietra naturale, cotto non trattato e superfici porose. In questi casi prova prima il prodotto in un angolo nascosto e verifica le indicazioni del produttore.
Conserva il sapone nero, come qualsiasi detergente, fuori dalla portata di bambini e animali.
Pulire le fughe senza danneggiarle
Il grasso tende ad accumularsi anche nelle fughe, dove una spugna piatta arriva con difficoltà. Per una normale fuga cementizia integra prepara 500 ml di acqua tiepida con 5 ml di detersivo per piatti.
Bagna uno spazzolino a setole morbide nella soluzione e lavoralo lungo la fuga con movimenti brevi, senza esercitare una pressione eccessiva. Lascia il detergente sulla zona per 5 minuti, spazzola nuovamente per 30 secondi e rimuovi tutto con un panno umido. Infine asciuga.
Il trattamento funziona perché ammorbidisce il grasso prima dell’azione meccanica dello spazzolino. Non utilizzare spazzole metalliche: possono consumare la malta e graffiare le piastrelle circostanti. Se le fughe sono deteriorate, friabili o già crepate, evita di bagnarle abbondantemente e valuta prima una riparazione.
Bicarbonato solo sulle superfici che lo tollerano
Il bicarbonato può aiutare su piccoli punti di grasso indurito grazie alla sua lieve azione abrasiva, ma non deve diventare il trattamento universale per qualsiasi rivestimento.
Su ceramica o gres resistente, prepara una pasta morbida con 20 g di bicarbonato e circa 15 ml di acqua. Applicane una piccola quantità sulla macchia e lascia riposare 5 minuti. Passa una spugna morbida senza premere eccessivamente per 20-30 secondi, quindi risciacqua accuratamente.
Prima fai sempre una prova in un punto poco visibile. Evita questo trattamento su superfici lucide facilmente graffiabili, pietra naturale, marmo e rivestimenti per i quali il produttore sconsiglia abrasivi.
Non è necessario aggiungere aceto: mescolando bicarbonato e aceto avviene una reazione che li neutralizza in parte e non rende automaticamente più efficace la rimozione del grasso.
Errori da evitare
Usare pagliette metalliche. Possono lasciare graffi permanenti sulla superficie smaltata e danneggiare le fughe.
Spruzzare detergenti molto aggressivi senza controllare il materiale. Marmo, pietra naturale, superfici decorate e alcuni rivestimenti porosi richiedono prodotti specifici.
Lasciare asciugare lo sgrassatore sulla parete. Può creare aloni e rendere necessario un secondo lavaggio.
Usare troppo prodotto. Una quantità eccessiva di detergente è più difficile da risciacquare e può lasciare una pellicola appiccicosa.
Mescolare prodotti domestici. In particolare, non combinare mai candeggina con aceto, anticalcare, ammoniaca o altri detergenti: possono svilupparsi gas pericolosi.
Per andare più lontano
Passa il paraschizzi con 1 litro di acqua tiepida e 5 ml di detersivo una volta alla settimana nelle zone vicine ai fornelli: il grasso recente si elimina molto più facilmente.
Dopo la pulizia asciuga sempre le piastrelle con microfibra. Ridurrai aloni e residui di detergente.
Per marmo, travertino e altre pietre naturali evita rimedi acidi come aceto e limone e scegli esclusivamente un detergente a pH compatibile con la pietra.
Domande frequenti
Posso usare l’aceto sulle piastrelle della cucina?
Su alcune ceramiche resistenti può essere tollerato, ma non è necessario per togliere il grasso ed è inadatto alle pietre calcaree come marmo e travertino. Per sgrassare è preferibile iniziare con acqua calda e detergente.
Quanto tempo deve agire il detersivo?
In genere 5-10 minuti sono sufficienti. La superficie dovrebbe rimanere umida durante questo periodo.
Come eliminare uno strato di grasso molto vecchio?
Ripeti il trattamento con acqua calda e detergente due o tre volte anziché raschiare energicamente. Ogni applicazione può ammorbidire progressivamente il deposito.
Posso usare una spugna abrasiva?
Meglio evitarla, soprattutto su piastrelle lucide o decorate. Una spugna morbida, associata al giusto tempo di posa del detergente, riduce notevolmente il rischio di graffi.